Il 2024 potrebbe rivelarsi un anno di svolta per quanto riguarda il bonus riservato all’installazione delle nuove caldaie. All’orizzonte si scorgono infatti importanti cambiamenti introdotti dalle norme comunitarie che interessano anche l’Italia. Facciamo il punto della situazione.

 

 

Quali bonus ci saranno nel 2024?

Tra gli incentivi fiscali confermati per il nuovo anno rientrano quelli legati all’edilizia, con delle modifiche che erano già previste:

  • Superbonus al 70%;
  • Bonus ristrutturazioni;
  • Bonus barriere architettoniche;
  • Sismabonus;
  • Ecobonus;
  • Bonus verde.

La novità maggiore riguarda il Superbonus che rimarrà in vigore anche nel 2024, ma con una ulteriore riduzione: 

  • nel 2023 è passato dal 100% al 90%; 
  • sarà ora portato al 70%;
  • verrà ulteriormente abbassato al 65% nel 2025, ultimo anno a disposizione per beneficiare del sostegno statale.

Il passaggio dal Superbonus al 90% al Superbonus al 70% interessa esclusivamente i condomini. Per quanto riguarda gli edifici unifamiliari, le regole prevedono:

  • un passaggio al regime ordinario del 50%;
  • la possibilità di continuare ad usare il Superbonus 110% se gli interventi programmati si chiudono entro la fine del 2023. 

Non cambia il quadro del Bonus ristrutturazioni che consente di usufruire di una detrazione del 50% sulle spese affrontate tanto per la manutenzione ordinaria quanto per quella straordinaria, nel limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per ogni unità immobiliare. 

Il Bonus ristrutturazioni può essere esteso all’acquisto di una caldaia che non ha un sistema evoluto, vale a dire che non rientra tra i generatori in grado di regolare la temperatura degli ambienti con un rendimento energetico migliore. In questo caso si può abbinare l’acquisto della caldaia al bonus mobili nel contesto di una ristrutturazione edilizia. 

È confermato anche l’Ecobonus al 65% che interessa direttamente la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. Nello specifico, l’incentivo è disposto per la sostituzione con nuovi impianti per il riscaldamento e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria per:

  • le parti comuni degli edifici;
  • gli edifici unifamiliari;
  • le unità immobiliari che si trovano all’interno di edifici plurifamiliari ma che sono funzionalmente indipendenti e che dispongono di uno o più accessi autonomi all’esterno. 

Le tipologie di generatori di calore ammesse sono:

  • le caldaie a condensazione, con efficienza pari almeno alla Classe A;
  • le pompe di calore ad alta efficienza;
  • i collettori solari;
  • i sistemi ibridi come le pompe di calore integrate alle caldaie a condensazione e progettati per funzionare in abbinamento;
  • i sistemi di microgenerazione che portano ad un risparmio di energia primaria almeno del 20%.

La misura è però destinata ad essere profondamente modificata nel prossimo futuro.

 

bonus-2024-caldaia

Quando scade il Bonus 65% per le caldaie?

 

Il 2024 è indicato come l’ultimo anno disponibile per accedere all’agevolazione fiscale. Il motivo è da ricercarsi nella direttiva Ue Case Green che intima il divieto a detrazioni fiscali per l’installazione di caldaie che utilizzano i combustibili fossili come le caldaie a gas. 

Le nuove linee europee stabiliscono che gli incentivi vanno riservati esclusivamente a generatori di calore alimentati da energia pulita come le pompe di calore: sono attesi chiarimenti sui sistemi ibridi che invece sono ammessi nell’Ecobonus con detrazione al 65%. 

I tempi di approvazione nei corridoi dell’Unione europea sono lunghi, motivo per cui con molta probabilità il bonus si estenderà a tutto il 2024 prima di essere definitivamente interrotto. 

Come ottenere il Bonus caldaia per il 2024?

Fermo restando che per il 2024 non sono previsti modifiche sostanziali, il procedimento per ottenere l’Ecobonus per l’installazione di una nuova caldaia per l’efficienza energetica resta invariato.

  • Occorre inviare comunicazione all’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, come avviene per i bonus edilizi e, in particolare, gli interventi di ristrutturazione edilizia finalizzati al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili. 
  • La comunicazione deve essere trasmessa entro 90 giorni a partire dalla fine dei lavori per via telematica.
  • Il portale di riferimento è quello riservato ai Bonus casa e all’Ecobonus.

È necessario installare anche dei sistemi di termoregolazione evoluti di classe V, VI o VII. Sono dispositivi di domotica che ottimizzano la gestione della temperatura negli ambienti di casa, grazie alla tecnologia avanzata di cui dispongono. 

Lo sviluppo della domotica per i sistemi di riscaldamento contribuisce in modo efficace all’efficientamento energetico e, di conseguenza, al risparmio economico per gli utenti. Prodotti come i termostati e le termovalvole wi-fi sono facili da configurare e monitorabili a distanza, con indicazioni precise sulla qualità dell’aria nelle stanze. 

Come indicato in precedenza, il Bonus ristrutturazioni ammette un bonus caldaia quando il nuovo impianto è compreso nelle opere di costruzione: la detrazione si ferma al 50% con un tetto di spesa massimo di 96.000 euro. 

Se invece gli interventi previsti dall’Ecobonus sono trainati da quelli che consentono di richiedere il Superbonus, la detrazione sale al 70% per i lavori che ricadono nell’anno d’imposta 2024. È l’aliquota riservata ai condomini, mentre ricordiamo che per gli edifici unifamiliari la quota scende al 50% con il nuovo anno. 

 

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Che fine faranno le caldaie a gas?

 

La linea tracciata dalla direttiva Case green è un ulteriore tassello alle politiche di sostenibilità adottate dall’Unione europea e dagli Stati membri. La sospensione delle misure di sostegno economico per l’acquisto di caldaie a gas ad iniziare dal 2025 anticipa il divieto di installazione dei sistemi di riscaldamento con combustibili fossili, che scatterà nel 2040 e non nel 2035 come inizialmente preventivato.

Il passaggio sarà accompagnato dagli incentivi per adottare nuove soluzioni a basso impatto ambientale e non significa che chi ha una caldaia a gas sarà costretto a sostituirla: il divieto si applica solo alle nuove installazioni, comprese quelle rese necessarie dagli interventi di sostituzione per la rottura della caldaia in dotazione. 

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